XI Congresso Nazionale SISEF
 

LA FORESTA CHE CAMBIA

Ricerca, qualità della vita e opportunità in un paese in transizione

10-13 Ottobre 2017 - CNR Centro Congressi
P.le Aldo Moro - Roma
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Tematiche del Congresso


*Foreste, solo serbatoi di carbonio?

Le foreste hanno un ruolo di primo piano nel favorire la stabilità del clima a livello mondiale ma non si limitano a questo: rappresentano habitat, biodiversità, qualità dell’aria, produzioni legnose e non legnose, purificazione delle acque, regolazione dei deflussi idrici, paesaggio, attività turistico-ricreativa, ecc. Lo studio e la gestione della multifunzionalità delle risorse forestali è una prospettiva fondamentale per la selvicoltura, per tutelare il complesso delle utilità che il bosco può esprimere e per massimizzarne l’erogazione e la fruizione da parte di tutti.

*Innovazione e foreste

La ricerca scientifica offre un contributo per il monitoraggio degli ecosistemi e la gestione sostenibile in selvicoltura, ponendo le basi per prospettive concrete e mirate di un approccio multifunzionale. Lo sviluppo di metodologie e di strumentazioni all’avanguardia consente di realizzare supporti conoscitivi sempre più robusti, dettagliati, completi e affidabili, riducendo al contempo i tempi necessari alla loro realizzazione. Esempi quali:

  • Foreste verso i “big data”: Il monitoraggio delle risorse forestali richiede l’utilizzo di una enorme mole di dati digitali. Tecniche computazionali forniscono la possibilità di sfruttare appieno il potenziale delle tecnologie disponibili: l’integrazione di dati multi-sorgente ma al tempo stesso correlati fornisce informazioni aggiuntive per l’interpretazione di fenomeni territoriali complessi.
  • Nuove frontiere di remote e proximal sensing.
  • Precision Forestry.
  • Modellistica avanzata e applicativa.

*Scavare nel passato per progettare il futuro

La condivisione di dati grezzi costituisce una pubblica utilità per il settore della ricerca. L’utilizzo di nuove metodologie e tecnologie permette la piena valorizzazione di serie storiche di dati, con un ampio arco temporale di analisi in cui investigare processi e fenomeni complessi. In questo contesto, il patrimonio bibliografico "nascosto" e i dati sperimentali storici rappresentano una occasione unica per analizzare il presente e progettare il futuro attraverso un ’approfondita conoscenza del passato.

*Diversità bioculturale

Ogni attività umana, capace di interpretare e trasformare la realtà, rappresenta una riserva potenziale di conoscenza meritevole di essere salvaguardata e tramandata. L’interazione dell’ uomo con gli ambienti naturali ha prodotto, e produce, sia modificazioni degli habitat, sia la sedimentazione di saperi tradizionali legati alle pratiche agro-silvo pastorali ed alla trasformazione dei prodotti della foresta e del legno in particolare. Sono espressione di questa diversità bioculturale i paesaggi agro-forestali, i saperi taciti, i manufatti e le opere d’arte in legno.

*Foreste montane

L’abbandono delle aree montane è un fenomeno che trova le sue origini a cavallo degli anni ’50 ed è rilevante tutt’oggi in varie aree del territorio nazionale. Hanno fatto seguito a questo fenomeno politiche di gestione forestale rivolte in modo estensivo al ripristino e al consolidamento idrologico. Le potenzialità e le problematiche correlate a questo fenomeno determinano nuove prospettive di politiche forestali incentrate su soluzioni di gestione sostenibile. Tematiche affrontate:

  • Monitoraggio e stima dei servizi ecosistemici forestali in ambiente montano.
  • Impatti del cambiamento d’uso del suolo e della gestione forestale sulle risorse idriche.
  • Indicatori degli effetti del cambiamento globale sugli ecosistemi forestali.
  • Risposta ai disturbi naturali e resilienza ai cambiamenti climatici delle foreste montane.
  • Sinergie e compromessi fra adattamento, mitigazione e occupazione in aree montane.

*Infrastrutture verdi

Mitigare gli impatti negativi collegati ai contesti urbani, insediamenti produttivi e aree agricole, quali ad esempio l’inquinamento dell’aria e delle acque, è una pressante necessità della nostra epoca che richiede adeguate basi scientifiche. A questo riguardo, la corretta progettazione, gestione e manutenzione delle infrastrutture verdi e degli alberi fuori foresta, soprattutto in contesti urbani e periurbani, offre l’opportunità di mitigare questi impatti negativi e migliorare la qualità di vita e il benessere psico-fisico degli abitanti come previsto anche dalla normativa comunitaria e dalla legge sullo sviluppo del verde pubblico (10/2013).

*Agroselvicoltura e sviluppo rurale

I sistemi integrati agro-silvo-pastorali, definiti nell’agroselvicoltura (od agroforestry) ed i modelli dell’arboricoltura da legno, consentono l’intensivizzazione sostenibile delle produzioni agricole e forestali (food and wood security), con uso efficiente delle risorse naturali ed una pronta risposta alle emergenze globali (cambiamenti climatici, biodiversità culturale e paesaggistica, fertilità dei suoli, riduzione dell’inquinamento agricolo). La ricerca è oggi mirata allo sviluppo di sistemi agroforestali e di arboricoltura da legno innovativi, nonché alla valorizzazione dei sistemi tradizionali, integrandosi fortemente con le politiche di sviluppo rurale (SR). La pianificazione dello SR è ormai entrata nel suo secondo ciclo (2014-2020). Molte regioni hanno attivato le loro misure di agroforestry ed arboricoltura da legno, e molte altre sono in procinto di farlo. In questa ottica, l’agroforestry e i principi dello SR integrato rappresentano un’interessante strada da perseguire al fine del miglioramento della qualità della vita e del paesaggio nelle zone rurali.

*Filiera foresta legno e bioeconomia

La selvicoltura e l’arboricoltura da legno rappresentano uno dei settori che possono contribuire in maniera significativa al conseguimento degli obiettivi strategici nazionali sulla bioeconomia, alla stabilizzazione delle popolazioni rurali e alla limitazione di ulteriori processi di urbanizzazione del territorio. A tal fine è necessario operare nella definizione di sistemi di utilizzazione a basso impatto ambientale, alla valorizzazione del legname prodotto in foresta e fuori foresta, alle filiere di prossimità, alla certificazione territoriale delle produzioni forestali, alla innovazione dei prodotti derivati per applicazioni nel design, nell’edilizia e qualità ambientale.

© SISEF: Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale

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Giorni al Congresso: -616

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