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Sostenere il pianeta, boschi per la vita

Ricerca e innovazione per la tutela e la valorizzazione delle risorse forestali

Firenze, 15-18 Settembre 2015

Riconoscimenti

Giovedì 17 Settembre, alla conclusione del congresso, sarà assegnato il riconoscimento alla carriera ai seguenti professori:


* Prof. Orazio Ciancio

Orazio Ciancio si è laureato in Scienze forestali all’Università di Firenze. Prima di iniziare la sua carriera universitaria è stato sperimentatore presso l’Istituto Sperimentale per la Selvicoltura del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, poi direttore della Sezione Centrale “Biologia e Difesa” e direttore incaricato della Sezione Operativa Periferica “Selvicoltura Mediterranea” dello stesso Istituto. Nel 1986 è diventato professore ordinario presso l’Università della Tuscia, dove ha tenuto la cattedra di Assestamento forestale; nel 1991 è stato chiamato all’Università di Firenze dove ha tenuto la cattedra di Assestamento forestale e poi di Selvicoltura generale.

Ha avuto numerosi incarichi nella Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze: direttore dell’Istituto di Assestamento e Tecnologia Forestale, poi direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali dalla sua costituzione nel 2000 fino al 2005; Presidente del Corso di Laurea in Scienze Forestali, poi Presidente del Consiglio di Corso di Laurea in Scienze Forestali e Ambientali dal 2004 al 2007. È stato Coordinatore del Collegio dei Docenti del Corso di Dottorato in Economia, Pianificazione forestale e Scienze del legno e poi Direttore delle Scuola di Dottorato in Gestione Sostenibile delle Risorse agrarie e forestali.

Nel 1981 gli viene conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Attualmente è Presidente dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali. È socio ordinario dell’Accademia dei Georgofili e socio ordinario dell’Accademia nazionale di Agricoltura. Dal 1993 è Direttore della rivista L’Italia Forestale e Montana e dal 2007 è Direttore degli Annali dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali.

Orazio Ciancio è stato coordinatore di numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali. È autore di pubblicazioni scientifiche (oltre 450), saggi, articoli, è stato curatore di Atti di congressi scientifici nazionali e internazionali, autore di vari libri, ha curato la prefazione di testi scientifici (oltre 18) del settore.

Gli studi di Orazio Ciancio hanno affrontato molteplici aspetti della selvicoltura e dell’assestamento forestale. Partendo da una intensa attività sperimentale, le sue indagini si sono progressivamente indirizzate verso l’analisi critica del pensiero forestale e l’elaborazione di approcci innovativi nella selvicoltura e nell’assestamento forestale.

A partire dalla fine degli anni sessanta il prof. Ciancio ha realizzato una vasta serie di ricerche sperimentali impostate con metodologie innovative e incentrate su temi di rilevante interesse per la selvicoltura mediterranea. Tra queste spiccano le ricerche volte a definire regimi ottimali di diradamento per la gestione dei rimboschimenti, quelle per l’individuazione dell’epoca ottimale di ceduazione per numerose specie forestali di interesse in ambiente mediterraneo, lo studio sulle relazioni fra clima e distribuzione della vegetazione forestale in Calabria, le indagini sulla produttività forestale, le ricerche sulla gestione e la produttività dei cedui.

Un importante settore di studio ha riguardato la sperimentazione sull’introduzione e la coltivazione di specie forestali esotiche in Italia, impostata all’inizio del secolo scorso da Aldo Pavari. I risultati dopo sessant’anni di sperimentazione sono stati pubblicati nel 1982.

A partire dagli ottanta Orazio Ciancio ha iniziato un lungo percorso di indagine scientifica ed epistemologica che lo ha portato a gettare le basi di un nuovo modo di affrontare la questione forestale. La sua definizione di bosco come sistema biologico complesso e la sollecitazione a considerare i diritti del bosco hanno portato a un cambiamento radicale dei presupposti e dei metodi della selvicoltura e della gestione forestale, animando il dibattito a livello nazionale e internazionale. Da questi presupposti è stata teorizzata la selvicoltura sistemica oggetto di dibattito scientifico e accademico.

Nella sua lunga carriera di professore universitario Orazio Ciancio ha sempre prestato attenzione all’importanza della diffusione non solo delle conoscenze tecniche e scientifiche ma anche di quella che egli ha definito la “cultura del bosco”. Ha trasmesso questo impegno anche ai tanti giovani, studenti, ricercatori e poi colleghi, che hanno raccolto la sfida di questo rinnovamento e che si trovano oggi impegnati con incarichi di responsabilità in numerose Università italiane.


* Prof. Bernardo Hellrigl

Il Prof. Bernardo Hellrigl, nato a Merano nel 1927, consegue nel 1951 a Firenze la laurea in Scienze Forestali con tesi in Assestamento forestale.

Durante la sua prima occupazione come dirigente di una segheria continua appassionatamente a studiare, sempre mantenendo i contatti con il suo relatore, e inizia ad interessarsi all’allora nascente relascopia, realizzando a questo proposito interessanti rapporti di collaborazione con il professor Walter Bitterlich; a questo periodo risalgono la pubblicazione di alcuni articoli su argomenti di relascopia ed auxometria, la sua ideazione del cavalletto basimetrico e la partecipazione alla Conferenza Mondiale per l’eucalipto in Brasile.

Inizia la carriera universitaria nel 1962 come assistente alla cattedra di Assestamento Forestale di Firenze, tenuta da Generoso Patrone. Dopo otto anni di intenso lavoro presso questo suo grande Maestro, viene chiamato, su invito del Prof. Lucio Susmel, all’Università di Padova ad insegnare Dendrometria. Nominato Professore ordinario, dall’anno accademico 1972/73 sempre presso questo Ateneo è docente anche di Assestamento forestale, disciplina che continuerà ad insegnare fino al 2000. In questi anni si dedica, tra le altre cose, alla applicazione di metodi statistici alla dendrometria, allo studio dei modelli di interpretazione delle curve dei volumi, ai sempre più sentiti problemi legati al calcolo degli incrementi dei boschi, alla costruzione di tavole di cubatura per boschi dell’Arco Alpino. Partecipa inoltre alla redazione di normative per l’assestamento forestale in Provincia di Trento e nella Regione Veneto. Risale al 1986 la pubblicazione, assieme ai colleghi Bagnaresi, Bernetti e Cantiani, del noto volume sulle metodologie da applicare nella redazione dei piani di assestamento, che costituisce tuttora una guida importante per i tecnici ed un testo didattico fondamentale per gli studenti forestali.

Negli ultimi anni della sua carriera universitaria si appassiona allo studio della life cycle analysis dei prodotti, dei servigi e dei protagonisti della gestione forestale.

Pensionato nel 2002, non cessa però di studiare e pubblicare, approfondendo argomenti di xiloenergetica (tematica a cui dedica anche un volumetto nel 2006), nonché dedicandosi ultimamente al riordino della terminologia in assestamento e nelle discipline ad esso legate.

Efficace comunicatore, per sua natura ha sempre preferito la trasmissione del sapere e di esperienza per via orale, piuttosto che attraverso le numerose pubblicazioni prodotte nel corso degli anni.

Per quanto riguarda i rapporti personali e di lavoro, si ritiene fortunato per essere cresciuto insieme a Giovanni Bernetti, Pietro Piussi e Giovanni Hippoliti, e per aver potuto conoscere e condividere esperienze in bosco con illustri personaggi come Josef Nikolaus Koestler, Hans Leibundgut, Hannes Mayer, Dusan Klepac, Walter Bitterlich.


* Prof. Ervedo Giordano

Il Prof. Ervedo Giordano è nato a Bra (Cuneo) il 20 settembre 1930, completati gli studi classici, ha conseguito la laurea in Scienze Forestali nel 1952 presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Firenze, dove è stato nominato Assistente incaricato nell’Istituto di Selvicoltura.

Trasferitosi a Roma, nel 1954, ha proseguito la sua attività nel Centro di Sperimentazione Agricola e Forestale dell’ENCC di cui assumerà successivamente il coordinamento delle ricerche.

Conseguita la libera docenza in Ecologia forestale e Selvicoltura, veniva incaricato dell’insegnamento di Alpicoltura e Selvicoltura nella Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Firenze dal 1966 al 1969.

Con l’attivazione del corso di laurea in Scienze Forestali da parte della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bari, gli venivano affidati gli insegnamenti di Ecologia forestale e di Selvicoltura generale e Speciale dal 1969 al 1973.

Vincitore del concorso a cattedra nella stessa Facoltà nel 1975, veniva nominato Direttore dell’Istituto di Selvicoltura ed oltre agli insegnamenti di titolarità svolgeva anche quelli di protezione dagli incendi boschivi e rimboschimenti in zone aride.

Nel 1973 promuoveva la convenzione tra il Rettorato dell’Università degli studi di Bari e la Regione Basilicata per l’attivazione della Sezione staccata dell’Istituto di Selvicoltura a Potenza e per la realizzazione, d’intesa con l’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali del vivaio sperimentale a Lagopesole, sede delle esercitazioni e delle ricerche per studenti e docenti.

In seguito all’istituzione dell’Università degli Studi della Tuscia a Viterbo nel 1979, veniva chiamato a dirigere l’Istituto biologico Selvicolturale nella facoltà di Agraria nel 1981 e successivamente del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente Forestale e delle sue Risorse dal 1990 al 1995.

Nominato Preside della stessa Facoltà nel 1982, veniva confermato nell’incarico fino al 1994.

In seguito alle modifiche dell’ordinamento degli studi universitari, viene nominato dal Consiglio di Facoltà coordinatore del corso di Diploma Universitario di I° livello “Tecniche Forestali” (Gestione Parchi e Riserve) dal 1995 al 2001.

Per completare il livello formativo del corso di laurea in Scienze forestali della TUSCIA, proponeva, nel 1991, con Enzo Avanzo la realizzazione di una moderna struttura di ricerca per le attività di studio e per le esercitazioni degli studenti nell’arco alpino, che veniva istituita nel 1995 mediante la convenzione tra il Rettorato e la Provincia Autonoma di Trento nel Comune di Pieve Tesino (Tn), in Val Sugana.

Gli veniva quindi affidata la direzione del Centro di Studi Alpino, in grado di accogliere docenti ed allievi di tutte le Facoltà, interessati a conoscere ed a svolgere esercitazioni e ricerche in un ambiente ricco di boschi e di attività silvo-pastorali.

Alla fine della sua attività, su proposta del Consiglio di Facoltà e del Senato Accademico, il Ministro dell’Università e della Ricerca gli conferiva il titolo di Professore emerito il 21 maggio 2007.

L’attività scientifica, in Italia ed all’estero, ha riguardato vari settori nell’ambito di numerosi progetti promossi dal CNR, dalla FAO, dal Ministero degli Affari esteri, dal MAF, dalle Regioni.

Alla fine degli anni 50’, presso il Centro di Sperimentazione agricola e forestale dell’ENCC di Roma, collabora alle ricerche su 40 specie di eucalitti di nuova introduzione al fine di seguirne l’acclimatazione e la capacità di resistenza alle basse temperature, mediante la costituzione di numerose parcelle comparative in Sicilia, in Calabria, Puglia, Campania, Lazio, Toscana.

Partecipa al programma per il miglioramento degli eucalitti, promosso dalla FAO, mediante l’individuazione di piante porta semi e l’esame del comportamento delle discendenze individuali.

A questo scopo, affronta il complesso problema della propagazione vegetativa ed il radicamento delle talee, facendo anche ricorso all’impiego combinato del mist e della coltura idroponica.

A partire dagli 60’, partecipa al progetto promosso dal Direttore del Centro, Prof. Alessandro de Philippis riguardante la creazione d’intesa con la FAO, di una rete internazionale di arboreti di specie a rapido accrescimento in Francia, Spagna, Marocco, Tunisia, Israele, Turchia, Grecia, Jugoslavia.

Oltre alla selezione di pioppi nell’Italia centro -meridionale, è prevista anche la creazione di nuovi tipi, mediante incroci tra pioppi neri spontanei e varie forme di P. deltoides raccolte negli Stati Uniti.

La missione effettuata nel Mississipi, llinois, Iowa consentirà, in collaborazione con l’Istituto per la Pioppicoltura di Casale Monferrato, di creare un primo nucleo di cloni di P. deltoides di interesse colturale per una maggiore resistenza agli attacchi di funghi patogeni.

Negli anni 70’, l’attività svolta presso l’Istituto di Selvicoltura della Facoltà di Agraria di Bari, ha riguardato prevalentemente le esigenze ecologiche delle principali specie forestali della Regione mediterranea.

Per quanto riguarda il Pino d’Aleppo, le ricerche sull’ecologia della germinazione hanno interessato terreni percorsi da incendi, aree protette da copertura arborea, e zone prive di vegetazione. Per disporre di elementi di confronto sono stati effettuati rilievi sullo stato idrico dei semenzali in vivaio ed in serra.

Le osservazioni condotte nella foresta di Patemisco durante alcuni anni hanno posto in evidenza che gli effetti meteorici eccezionali (agosto 1976, grandine), alterano a lungo lo sviluppo vegetativo nelle pinete litoranee, diminuendo la resistenza ad altri fattori climatici, soprattutto al vento salso.

Negli anni 80’ avvia le ricerche sulla rinnovazione naturale dei querceti e delle pinete del litorale laziale e per il recupero produttivo dei cedui di castagno abbandonati.

Negli anni 90’, in collaborazione con G. Scarascia e R. Valentini partecipa ai progetti di ricerca sull’influenza delle variazioni climatiche sulla vegetazione mediterranea.

Inoltre, affronta lo studio della produttività primaria in rapporto ai fattori gestionali ed i risultati risultano interessanti nei boschi di cerro, dove il governo a ceduo consente una buona efficienza idrologica mediante l’estensione degli apparati radicali rispetto alla superficie fogliare.

Il Prof. Giordano ha svolto un’intensa attività anche a livello internazionale. Nel 1962 viene nominato segretario tecnico del Comitato per la ricerca forestale nel Mediterraneo e partecipa alle attività della Commissione Silva Mediterranea.

In qualità di rappresentante dei paesi della regione, viene chiamato a far parte del Comitato esecutivo della IUFRO nel 1975.

Nello stesso anno ha ricoperto la carica di Presidente del Comitato esecutivo della Commissione internazionale del Pioppo della FAO.

Ha compiuto numerose missioni all’estero e tra le più significative quelle per la realizzazione del Centro per l’addestramento forestale a Mutare in Zimbabwe e per Il recupero ambientale del bacino del Bio Bio in Cile.

Nel corso della sua carriera ha conseguito diversi riconoscimenti accademici. Socio dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali, di cui è stato Vice Presidente, socio emerito dell’Accademia dei Georgofili, socio dell’Accademia Italiana di Agricoltura, socio dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, emerito del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali.


* Prof. Pietro Piussi

Ho ottenuto la maturità presso il liceo-ginnasio Jacopo Stellini di Udine, ho seguito i corsi universitari presso le Università di Padova prima e di Firenze poi. In questa seconda sede, presso l’Istituto di Selvicoltura (che in tempi successivi si è fuso con altri istituti per formare un Dipartimento) ho svolto tutta la mia attività di insegnamento e ricerca, salvo alcune interruzioni per periodi di studio in altri Paesi. Ho tenuto per alcuni anni l’insegnamento dell’Ecologia presso il Corso di Laurea in Urbanistica e pianificazione territoriale e ambientale. Per via telematica è stato tenuto un corso di ecologia forestale presso l’Università Cattolica Graben a Butembo, Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo

L’attività di ricerca si è indirizzata inizialmente sul processo di rinnovazione della picea nella foresta di Paneveggio (Trento), tema suggerito dall’introduzione, verso la metà del secolo scorso, di forme di trattamento prossime alla natura nelle fustaie alpine. Dallo studio della produzione di seme, disseminazione, nascita ed accrescimento iniziale sono passato all’analisi dei soprassuoli adulti con l’analisi dendrometriche e strutturali di popolamenti esistenti e l’esame di documenti d’archivio. E’ risultata indispensabile ed illuminante la ricerca di lungo periodo per migliorare la conoscenza di fenomeni quali, ad esempio, la produzione di seme della picea in alta montagna per la quale si dispone ora di una serie di dati di oltre mezzo secolo. Lo studio della dinamica temporale dei soprassuoli è stata poi allargata ai boschi misti di alta quota sulle Alpi ed alle formazioni post-coltura del piano delle querce e del castagno. Queste indagini hanno indotto ad esaminare in modo più approfondito l’attività antropica sul territorio rurale (pratiche selvicolturali, alberi fuori foresta) ed a documentare le tecniche usate per il taglio e la prima lavorazione del legname attraverso la raccolta di attrezzi da lavoro, le testimonianze orali ed il materiale cartaceo scritto e fotografico; la collezione di attrezzi è stata ora spostata a Castello Tesino (TN). Un progetto analogo è ora in corso presso il Museo Etnografico del Friuli (Udine). La ricerca storica integrata alle osservazioni ed ai rilievi diretti in bosco si è rivelata in alcuni casi uno strumento molto utile per la comprensione della dinamica della copertura boschiva.

I risultati della ricerca hanno costituito spesso l’argomento della didattica, sia in aula che sul terreno; in questa secondo caso si è cercato di esaminare in un’ottica interdisciplinare le situazioni prospettate agli studenti con la collaborazione di colleghi della Facoltà e di tecnici impegnati professionalmente in attività forestali. In più occasioni ho avuto modo di svolgere attività didattica con studenti di altre sedi universitarie in Italia ed all’estero. L’attività di ricerca è documentata da numerose pubblicazioni; ho inoltre fatto in modo che gli studenti potessero disporre di dispense o testi su cui perfezionare la preparazione. Anche in questo caso ho approfittato delle competenze specialistiche di alcuni colleghi per produrre materiale per lo studio sufficientemente vasto ed aggiornato.


© SISEF: Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale

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