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Journal of Silviculture and Forest Ecology

 
Forest@ - Journal of Silviculture and Forest Ecology
vol. 1, pp. 74-75 (Dec 2004)

Book Reviews

*A guide to scientific extension

Giacomo GrassiCorresponding author

 

Keywords: Science, Divulgation, guide, European Commission

Premessa 

Pubblicare su riviste scientifiche, magari con impact factor, è giustamente l’obiettivo della maggior parte dei ricercatori. La divulgazione, invece, viene solitamente demandata ad altri. Chi siano poi questi altri, e soprattutto se svolgano bene il loro lavoro, interessa a relativamente pochi. Capita però, anche se di rado, che il ricercatore debba cimentarsi con la divulgazione delle proprie od altrui ricerche. L’occasione può scaturire dalla convinzione che le magnifiche scoperte delle proprie ricerche (almeno così si crede) meritino di essere divulgate ad un vasto pubblico, alla ricerca di un “social impact factor” di improbabile valutazione. Meno prosaicamente, ma più frequentemente, può capitare di dover divulgare perché ce lo impone il progetto europeo nel quale con grande entusiasmo ci siamo lanciati. Per chi non lo sapesse, è bene infatti ricordare che gran parte dei progetti europei prevede espressamente una componente di “disseminazione” dei risultati delle ricerche.

Divulgatore fai da te? 

Il primo errore che solitamente si compie è considerare la divulgazione poco importante. Una comunicazione corretta ed efficace, invece, può risultare di grande importanza per attirare finanziamenti pubblici o privati. Inoltre, attira l’attenzione di altri gruppi di ricerca che possono essere interessati a collaborazioni e - non ultimo - può rappresentare un forte richiamo per gli studenti più brillanti. Il secondo errore è di pensare, presuntuosamente, che divulgare sia semplice. Se sono capace di scrivere su riviste internazionali, si pensa, non mi sarà certo difficile scrivere un opuscoletto o parlare a dei liceali. Beh, sappiate invece che divulgare non è affatto semplice. Ci si scontra con la propria incapacità di parlar semplice, si danno per scontati dei concetti che gran parte del pubblico può ignorare, ci si concentra sui risultati dimenticando di comunicare adeguatamente gli obiettivi. Risultato: non ci si fa capire, si annoia il pubblico o, forse peggio, si veicola un messaggio diverso da quello che si voleva trasmettere.

Due sono gli ingredienti di una buona divulgazione: competenza scientifica ed efficacia comunicativa. Il ricercatore possiede il primo in quantità (o almeno si presume), ma spesso difetta del secondo. D’altronde il giornalista professionista, che per mestiere sa comunicare, talvolta commette imperdonabili strafalcioni scientifici (come quell’articolo su un’importante quotidiano che, parlando di cambiamenti climatici, descriveva come imminente “l’innalzamento del livello del mare derivante dallo scioglimento degli iceberg”). La difficoltà, quindi, è trovare il giusto equilibrio fra i due ingredienti.

Certo, non tutti i ricercatori sono tenuti a divulgare. Si può decidere di assumere in organico un divulgatore scientifico (accade all’estero, in qualche grande Dipartimento, ma in Italia appare altamente improbabile), o più semplicemente di demandare il gravoso compito ad un collega più portato di noi. Ma non sempre è possibile. Ed anche quando la divulgazione è mediata (ad esempio, se un giornalista ci intervista), occorre sapere come è meglio comportarsi.

Un aiuto dall’Europa 

Per andare incontro al ricercatore che, con più o meno entusiasmo, si trova di fronte alla necessità di divulgare, la Commissione Europea ha avuto la brillante idea di pubblicare una “Guida alla comunicazione di successo”. Questa guida, originariamente pensata per aiutare la disseminazione dei risultati dai parte dei gruppi di ricerca coinvolti nel sesto Programma Quadro, contiene in realtà consigli e strategie che possono tornare utili a tutti. La guida parte dalla necessità di elaborare una strategia di comunicazione (logico, ma non scontato): selezionare pochi messaggi-chiave, definire il pubblico, scegliere il media da utilizzare. Prosegue quindi sottolineando che capire il funzionamento ed il linguaggio dei principali mezzi di comunicazione è fondamentale per instaurare un buon rapporto con i media ed i giornalisti. Infine, presenta una serie di suggerimenti utili su come costruire un sito web efficace, preparare un opuscolo divulgativo od una presentazione in pubblico, impostare un conferenza o un comunicato stampa. La divulgazione rappresenta un ponte tra scienza e società ma, al di là delle apparenze, il ponte è talvolta traballante. Questa guida ci può essere d’aiuto a trasmettere il nostro messaggio senza rischiare di cadere dal ponte.

European research: a guide to successful communications’, 39 pp. Reperibile in formato pdf all’indirizzo: ⇒ http:/­/­europe.eu.int/­comm/­research/­conferences/­2004/­cer2004/­pdf/­rtd_2004_guide_success_communication.pdf

Authors’ Address

(1)
Giacomo Grassi
Dipartimento di Colture Arboree, Università di Bologna, Bologna (Italy)

Corresponding Author

Corresponding author
Giacomo Grassi
grassi@agrsci.unibo.it

Author’s Box

Giacomo Grassi, laureato in Scienze Agrarie e dottore di ricerca in Colture arboree, lavora presso il Dipartimento di Colture Arboree dell’Università di Bologna; i suoi interesssi di ricerca spaziano nei campi dell’ecofisiologia forestale e della selvicoltura.

 

Paper Info & Web Metrics

Citation:
Grassi G (2004). Una guida per la divulgazione scientifica. Forest@ 1: 74-75. - doi: 10.3832/efor0201-0001

Paper’s History

Received: Apr 09, 2011
Accepted: Dec 14, 2004
Early Published: -
Publishing Date: Dec 28, 2004

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